Metodo Condomini: aggiornamento CU 2020 e Comunicazione Spese Parti Comuni

Agenzia delle EntrateÈ stata rilasciata la nuova build 345 di Metodo Condomini 2.10 che include l'aggiornamento delle procedure relative al CU 2020 alla comunicazione delle spese comuni all'Agenzia delle Entrate.

Le istruzioni sono riportate in questo documento.

L'aggiornamento può essere invece prelevato da questa pagina.

Fattura Elettronica: modifiche in arrivo

Fattura Elettronica Si è tenuto la settimana scorsa il "Forum italiano sulla fatturazione elettronica" in cui sono state presentate le novità sulla fattura elettronica che entreranno in vigore dal prossimo luglio.

Fra le modifiche introdotte segnaliamo:

  • non sarà più obbligatorio indicare il bollo in fattura.
  • nuove tipologie di ritenute (Enasarco, ecc...).
  • Sono stati introdotti dei nuovi tipi di fattura:
    TD13 e TD14 per le integrazioni delle fatture reverse charge;
    TD15 e TD16 per autofatture di autoconsumo e passaggi interni;
    TD17 e TD18  per le fatture con cui si certifica l' estrazione dei beni da un deposito Iva con o senza versamento dell' imposta;
    TD19 per la vendita di beni strumentali e per passaggi interni.
  • I codici di esenzione N3 e N6 verranno sostituiti con dei codici più dettagliati da N3.1 a N3.6 e da N6.1 a N6.8.

Le modifiche verranno implementate nelle prossime versioni di Metodo non appena verranno pubblicati dall'Agenzia dell Entrate i nuovi tracciati ufficiali.

Metodo e supporto a Windows 7

A partire da oggi 15 gennaio 2020 chi utilizza Windows 7 sui propri elaboratori vedrà apparire il seguente messaggio:

Windows 7 fine supporto

Sebbene il supporto da parte di Microsoft a Windows 7 sia cessato, i nostri gestionali Metodo continueranno a funzionare su questo sistema operativo, sia nelle versioni attualmente disponibili sia nella prossima versione 3.20 di Metodo Gestionale.

La mancanza di aggiornamenti a Windows 7, però, potrebbe in futuro causare delle incompatibilità che potranno anche nel tempo impedire ai nostri programmi di funzionare.

Per questo consigliamo i nostri clienti a contattare i rispettivi fornitori hardware per pianificare per tempo la migrazione dei propri elaboratori a Windows 10 per essere sicuri di lavorare sempre su sistemi aggiornati e protetti e non trovarsi un domani a non poter installare le nuove versioni dei nostri programmi.

Comunque, se in fase di sviluppo di una nuova versione di un nostro programma dovessimo trovare delle incompatibilità tali da non poterne più garantire il funzionamento su Windows 7, sarà nostra cura avvertirVi per tempo in modo tale che abbiate tutto il tempo necessario per adeguare i Vostri sistemi.

Chiarimenti dell'AdE sulle autofatture in caso di reverse charge

Pubblichiamo un estratto delle FAQ sulla fatturazione elettronica dell'Agenzia delle Entrate recentemente aggiornata in merito a come operare quando si registrano le autofatture in caso di reverse charge.

FAQ n. 36 pubblicata il 27 novembre 2018 e aggiornata il 19 luglio 2019

Domanda

Le autofatture (fatte in caso di reverse charge) vanno inviate al Sistema di interscambio? Se le autofatture hanno la stessa numerazione delle fatture attive (che invio al Sdi) posso conservare le autofatture cartacee e le fatture B2B in modalità digitale?

Risposta

Per quanto riguarda le operazioni in reverse charge bisogna fare una distinzione di base. Per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l'operatore IVA residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l'adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d’acquisto ai sensi dell’art. 1, comma 3bis, del d.Lgs. n. 127/15. Per gli acquisti interni per i quali l'operatore IVA italiano riceve una fattura elettronica riportante la natura “N6” in quanto l’operazione è effettuata in regime di inversione contabile, ai sensi dell’articolo 17 del d.P.R. n. 633/72, l'adempimento contabile previsto dalle disposizioni normative in vigore prevede una “integrazione” della fattura ricevuta con l'aliquota e l'imposta dovuta e la conseguente registrazione della stessa ai sensi degli articoli 23 e 25 del d.P.R. n. 633/72. Al fine di rispettare il dettato normativo, l'Agenzia ha già chiarito con la circolare 13/E del 2 luglio 2018 che una modalità alternativa all'integrazione della fattura possa essere la predisposizione di un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della stessa. Al riguardo, si evidenzia che tale documento - che per consuetudine viene chiamato "autofattura" poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare, l'identificativo IVA dell'operatore che effettua l’integrazione sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente - non deve essere obbligatoriamente inviato al SdI, ma se l'operatore vuole inviarlo al Sistema di Interscambio e, qualora l'operatore usufruisca del servizio gratuito di conservazione elettronica offerto dall'Agenzia delle entrate, il documento verrà portato automaticamente in conservazione. Inoltre, si ricorda che non vi è alcun obbligo di invio del documento cosiddetto "autofattura" al cedente/prestatore.

Circolare Agenzia delle Entrate n.14/E del 17 giugno 2019

La circolare dell'Agenzia delle Entrate n.14/E del 17 giugno 2019 ha creato non pochi "dubbi e incertezze" in merito alla data da attribuire alle fatture differite (vedi pag.17).

Abbiamo analizzato con vari consulenti questa problematica e siamo giunti alla conclusione che, innanzitutto non è cambiata la norma sulle modalità di emissione delle fatture differite (articolo 21 c.4 DPR 633/72) e inoltre l'attribuzione del campo "data" nel file XML della fattura differita con la "data ultima operazione" (come citato nella circolare) è una facoltà e non un obbligo.

A questo proposito Vi invitiamo a leggere anche questo articolo pubblicato oggi da Euroconference che giunge alle nostre stesse conclusioni.

Anche Assosoftware, nella pagina sui Chiarimenti sulla Fattura Elettronica (sezione Chiarimenti su dubbi interpretativi - Fattura Differita), pubblica un chiarimento sulla stessa linea, ribadendo che "Tale risposta è frutto di un’interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate"